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Immacolata Concezione della B.V.Maria

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bibbia Gn 3,9-15.20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-28

«Ci ha scelti... per essere santi e immacolati... nella carità»
Quella di oggi è una di quelle Solennità nelle quali occorre fare attenzione a non mitizzare troppo chi si festeggia. Non vogliamo correre il rischio di mettere Maria troppo in alto sull'altare, di allontanarla da noi, dal nostro essere poveri uomini.
Lei è una di noi! E noi siamo chiamati ad essere come lei, perché lo possiamo, è nelle nostre facoltà. Il dono che ella ha ricevuto è anche per noi. Ce lo ricorda chiaramente Paolo nella lettera agli Efesini. Da sempre Dio ci ha scelti per essere così. E l'essere immacolati è frutto del sacrificio altissimo di Amore del suo Figlio. Il fatto straordinario accaduto in Maria è che lei abbia ottenuto questo dono prima ancora del realizzarsi della donazione totale della Redenzione in Cristo Gesù. Ma questo dono redentivo si avvera per noi ogni volta che, attraverso i Sacramenti, entriamo nella vita piena di Dio.
Il Battesimo in particolare ci ha resi immacolati, liberi dal vincolo che ci legava al male a causa del peccato originale.
Maria è Immacolata per Grazia di Dio, ma anche perché è donna che ama, è donna di carità.
Non si può rimanere fuori dal peccato se non Amando, dello stesso Amore che sgorga dal cuore di Dio.
Paolo usa spesso la parola "predestinazione". Significa che lo stesso disegno che ha avuto su Maria, Dio l'ha anche su ognuno di noi, da sempre, dal momento in cui ci ha creati "a sua immagine e somiglianza", dall'eternità del suo disegno d'Amore.
Quello che ci chiede Maria è di essere capaci come lei di rimanere così, di restare in questo stato di Grazia che Dio ci ha donato.
Ed è possibile, Amando.
Quando uno Ama alla maniera di Dio, fino all'ultima goccia, non può peccare. E se si sbaglia per Amore, c'è sempre la possibilità di riparare.
«Ama e fa' ciò che vuoi», diceva Sant'Agostino... e l'aveva sperimentato sulla sua pelle di peccatore salvato e reso Santo dall'Amore di Dio.
Abbiamo la ricchezza dei Sacramenti e della vita comunitaria nell'Eucarestia. Continuiamo ad alimentarci di questo Amore che ci rende santi «come Lui è Santo» (cfr. Mt 5,48)
donP, 08/12/2006 00:03   
bibbia «...perché noi fossimo a lode della sua gloria»

"Ad maiorem Dei gloriam" ripeteva spesso come suo motto Sant'Ignazio di Loyola. Questo lo scopo di ogni singolo palpito della nostra vita. Mi è capitato in questi giorni di sentire una signora della parrocchia che mi diceva il suo sconforto di fronte a tante cose che non funzionano e la tentazione di dirsi "Ma chi me lo fa fare?".
La mia risposta, pronta, confezionata: "Il Signore!".
Tanto vera quanto disattesa, anche nella mia vita. Quante volte mi faccio prendere dall'ansia, dalle preoccupazioni, dallo sconforto nel sentire su di me il peso della fatica e della delusione.
Maria ci insegna oggi che da Dio veniamo e a Lui ritorniamo, ma non da soli... siamo chiamati a ricondurre tutto il mondo, tutta l'umanità a Lui. Perché questo è il volere di Dio, che tutti possiamo ritornare a Lui. E l'unica via per raggiungere tale obiettivo è proprio agire in nome suo, perché sia reso grande Lui. L'aveva capito bene anche Giovanni il Battista, che sapeva bene di dover diminuire per far crescere solo Dio.
L'hanno capito bene i santi, che hanno trovato modo di dedicare tutta la loro vita alla conoscenza del Signore, per sé e per il mondo intero.
Essere la gloria di Dio non ha solo un significato di impegno da parte nostra per fare tutto ciò che piace a Lui, ma anche il significato del vanto nel poter dire con gioia che Dio è contento e orgoglioso di avere noi come figli. Siamo il suo vanto, la sua gloria! «Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto». E' ciò che Dio ci ripete ogni giorno. Allora il nostro essere "santi e immacolati nella carità", il nostro essere "tempio dello Spirito Santo" non sono altro che un tentare di non deludere le attese, le speranze, il vanto di un Dio che ha scommesso tutto su di noi, con immensa fiducia e speranza.
La nostra vita sarà davvero santa e immacolata quando ne avremo fatto un'unica risposta di Amore a Lui che ci ha amati per primo, dall'Eternità.
donP, 07/12/2007 23:25   
bibbia La festa dell'Immacolata Concezione di Maria mi ha fatto riflettere su come, molto spesso, il bene non faccia notizia mentre il male molta.
cosa può interesssare a noi (o men che meno alla Storia) che una sconosciuta ragazza di uno sconosciuto paesino in una delle regioni periferiche dell'impero romano sia stata preservata dal peccato fin dal primo istante della sua vita? e poi, a pensarci bene, non trovate noiosa una vita senza peccato? a me pare che nella mia vita sia proprio il peccato (la trasgressione, se volete) a dare a volte sapore alla giornata... :dead
eppure, il fatto che proprio da quella ragazza sia nato il Figlio di DIo, ha cambiato la storia del mondo.
fa notizia, quindi, eccome.

fa notizia soprattutto perché è il segno dello sconfinato e fantasioso amore di Dio per l'umanità, che non si scoraggia, che non demorde, che continua a cercare,ostinatamente, di ricostituire quella comunione, quell'amicizia di cui si dice nella Genesi che l'uomo e Dio passeggiavano insieme nel giardino...

Che il Signore ci doni di gustare la bellezza di questa comunione,la bellezza di questa compagnia e che questo ci aiuti ad eliminare la falsa notizia della nostra vita, il nostro peccato

don Tommy
donTommy, 10/12/2007 17:13   
bibbia Ciò che mi ha colpito dei testi liturgici di oggi è l'Orazione prima delle letture:
«O Dio, che in previsione della morte redentrice di Cristo hai preservato la vergine Maria fin dal primo istante da ogni macchia di peccato e così ha i preparato al Figlio tuo fatto uomo una degna dimora, dona anche a noi di venire incontro a te in santità e purezza di vita...».
La condizione riservata a Maria, è stata in funzione di un disegno immenso di Amore, quello della morte redentrice di Cristo a favore di tutti noi.
La solennità di oggi ci dice allora che questo disegno Dio lo può realizzare solo se trova vie privilegiate di umiltà, mansuetudine e affidamento a Lui. Queste vie sono le vite "immacolate" dei suoi fedeli. Se vogliamo aiutare Dio a realizzare il suo disegno dobbiamo continuare ad essere immacolati, come Lui ci ha predestinati e creati (cfr la seconda lettura).
Dio ci ha fatti così. santi e immacolati per essere "a lode della sua gloria".
Ma essere immacolati, per noi, non è tanto "non peccare", "non macchiarci". Non ne saremmo nemmeno capaci.
Nemmeno se ci chiudessimo in casa o in clausura potremmo rimanere "puliti". E poi occorre non avere paura di "sporcarci le mani", di agire nella storia come credenti responsabili, che non hanno solo di mira la propria santità personale, ma il bene dei fratelli. E sappiamo bene che quando ci si adopera per questo, spesso "ci si sporca", si sbaglia. Ma sbagliare amando ci permette di crescere nell'amore, attraverso il perdono reciproco e la correzione fraterna.
Anche Maria si è spesso "sporcata le mani", si è addentrata nelle pieghe dei bisogni dell'umanità (e continua a farlo da secoli, come Avvocata che intercede per noi presso il Figlio suo). Essere immacolati, lo ricordavo già nelle riflessioni degli anni scorsi, è possibile per noi attraverso i Sacramenti. Se potessimo riscoprire la ricchezza, l'importanza del Sacramento della Penitenza per mantenere questo stato di Grazia nel quale Dio ci ha posti dalla nostra nascita, poi rafforzato col Battesimo e confermato nella Cresima...
Sono convinto che se ogni cristiano vivesse spesso questo Sacramento con umiltà il mondo sarebbe mille volte più santo, e l'Amore del Signore scorrerebbe nelle vene della storia con molta più facilità.
donP, 08/12/2008 14:13   
bibbia Pur avendo celebrato due Messe, non sono riuscito a fare neanche una volta l'omelia (solo a Roma si può!).
Mi colpisce sempre molto la "paura" di Adamo, che è nudo di fronte a Dio.
nel paradiso non aveva mai avuto vestiti, ma dopo il peccato, dopo la disobbedienza, questa nudità comincia a fargli problema. il problema non è pertanto il fatto di essere nudo, ma la lettura che l'uomo, colpevole di peccato, compie di questo fatto.
mi piace sempre paragonare la fede agli occhiali. se io tolgo i miei occhiali non vedo più nulla... la realtà rimane quella, ma la mia percezione di essa cambia totalmente: non riconoscono le persone (e faccio figure), non mi accorgo dei pericoli, scambio cose innocue er pericolose e viceversa...
Così è di chi non ha fede... gli manca qualcosa per cogliere in verità il reale.

Invece Paolo avverma che da sempre siamo stati chiamati ad essere i Figli di Dio. questa è la verità di fronte a Dio, ma solo che ha la fede, chi porta questi "occhiali teologici" riesce a vederla. ma se uno sa di essere Figlio di Dio la sua vita cambia parecchio...

Il Signore, per intercessione di MAria, Vergine piena di fede, ci doni sempre di essere credenti...

donTommy
donTommy, 09/12/2008 11:44   
bibbia Il giorno dell'Immacolata Concezione ero a Roma, la mia cara amica che stava con me in convento ha fatto la rpima professione dei Voti...è stata una celebrazione bellissima....lei per Ringraziare la Madonna ha cantato il Magnificat in russo (la sua lingua Madre)...sono veramente felice per lei....era veramente bellissima!!! sono stata bene tre giorni li....
magari a nessuno interesserà ma vi chiedo di pregare per lei...grazie
samy, 09/12/2008 20:51   
bibbia Cosa succede nel nostro cuore quando Dio ci chiama per nome?
Quest'anno mi è venuta in mente una riflessione di tipo allegorico sullo stile dei Padri della Chiesa proprio a partire dal racconto di Dio che chiama Adamo e poi Maria.
E' davvero sapienziale il racconto del peccato originale nel libro della Genesi, e arriva a leggere fin nelle profondità dell'anima umana.
Come non riconoscerci nell'atteggiamento di Adamo che, dopo aver trasgredito il Suo divieto sente una profonda distanza da Dio? Lui che fino a pochi attimi prima passeggiava fianco a fianco con Dio nel Giardino dell'Eden adesso sente con terrore l'avvicinarsi di quei passi una volta tanto famigliari.
In realtà, questa distanza inizia prima del gesto reale del mangiare il frutto dell'albero proibito. Sono le parole del serpente che cercano di trasformare la fiducia verso Dio in subdolo sospetto su di Lui: «È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?» (quasi che il Signore fosse un affamatore o un fissato gelosissimo delle proprie cose), e subito dopo: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male». Il tentatore, per spingerci a peccare, cerca di creare una distanza sempre più grande tra noi e Dio (non a caso l'etimologia del nome "Diavolo" ne spiega il significato come "divisore").
E il peccato, per come l'uomo lo percepisce, non è altro che il sigillo su questa distanza che ormai sembra incolmabile. All'uomo sembra impossibile ricucire questa frattura perché si rende conto di non essersi fidato di Dio quando invece era l'Unico di cui potesse fidarsi. Si rende conto che ha creduto (come fanno i bambini piccoli e gli adolescenti coi loro genitori) che le regole fissate da Dio fossero solo Sue fissazioni o addirittura proibizioni dettate della gelosia dal non voler condividere tutto con l'uomo. Adamo, e tutti noi con lui, crede che non ci sia più nulla da fare se non nascondersi per sempre. Questo è il senso di colpa, di cui la nostra società soffre immensamente. Esso nasce non tanto dal capire il vero senso dei gesti sbagliati che compiamo, ma dal sentirci dei falliti, feriti nel nostro orgoglio (il senso di colpa è figlio dell'individualismo imperante, in cui ognuno è una storia a sé e quindi, soprattutto quando sbaglia, rimane irrimediabilmente e irraggiungibilmente solo). Ma il senso di colpa non ci porta a recuperare il rapporto con Dio e nemmeno la nostra dignità. Anche noi, come Adamo, ci sentiamo perdutamente nudi, poveri, irrecuperabili.
Siamo capaci solo di quella malattia strana che si chiama "altrite", il rimandare la colpa ad altri, il dire "non è colpa mia!". Così Adamo, quando Dio gli chiede chi gli abbia fatto conoscere la sua nudità punta il dito sulla donna (di cui, ahimè, lui stesso aveva affermato che era "carne della sua carne e ossa delle sue ossa"). «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato». Questa è una risposta tremenda! Poco prima Adamo aveva ringraziato Dio con un poema («Questa volta essa / è carne dalla mia carne / e osso dalle mie ossa. / La si chiamerà donna / perché dall'uomo è stata tolta»), un grido di esultanza... Adesso Lo accusa «Sei Tu che mi hai dato il giocattolo sbagliato... si è rotto subito!».
Ma Dio non si tira indietro di fronte a questa accusa, non si scoraggia. Anzi, promette all'uomo un'altra donna: «Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno». Dio ha già in mente Maria, Maria Immacolata. Una donna preservata dal peccato non perché non ne soffra la tentazione, ma perché è capace di vivere il vero senso del peccato (che è l'esatto contrario del senso di colpa). Maria è capace di sentire che Dio è l'infinitamente Grande, il Misericordioso, il Potente. Colui che è più forte di ogni nostro peccato e sbaglio. Colui che può ricucire le distanze che l'uomo crede incolmabili.
Infatti, proprio attraverso questa donna che non ha paura del peccato (perché sa con certezza che Dio ne è il vincitore) Dio trova il modo di ricucire per sempre la distanza che il peccato dell'uomo sembrava aver creato. Attraverso questa donna è nato al mondo il Salvatore degli uomini, il nuovo Adamo, Colui che ha rimesso la mano dell'uomo in quella di Dio e ha aiutato ogni uomo a non sentire più con terrore i passi di Dio nel giardino della quotidianità.
Così ora, quando ci sentiamo chiamare da Dio, non ci fermiamo più al significato a volte troppo umano e avvilente del nostro nome (sembra che in ebraico Adam sia proprio il corrispondente di homo in latino, cioè tratto dall'humus, dalla terra: come per dire - in senso negativo - la finitudine e la pochezza della creatura), ma a quello sorprendente e nuovo che Dio ci ha dato (quello di figli santi e immacolati, bello come quello pronunciato dall'angelo a nome di Dio e che scosse così Maria: "Piena di Grazia" o meglio "Tu che sei stata resa graziosa").
donP, 07/12/2009 17:54