N.S. Gesù Cristo Re dell'Universo
2 Sam 5, 1-3; Sal 121; Col 1, 12-20; Lc 23, 35-43«Venga il tuo Regno!» Ogni anno proclamiamo che Cristo è già "Re", eppure ogni giorno nel Padre Nostro usiamo questa invocazione di richiesta della realizzazione del suo Regno. E da domenica prossima vivremo un intero Tempo liturgico nella richiesta di questo Avvento... Perché il Regno di questo Re non è ancora venuto? Cosa gli manca ancora? Quando Pio XI istituì questa festa nel 1925, mancava la sudditanza di tutti i regimi atei e totalitari che negavano i diritti di Dio e della Chiesa... Oggi ciò che manca ancora all'avvento del Regno di Dio è il "sì" dei nostri cuori. San Paolo, nella prima lettera ai Corinzi ci dice infatti: «poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza. Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte, perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi... E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti» (1Cor 15,25-28 passim). L'adesione o meno del nostro cuore e di tutta la nostra vita a questo disegno di riconsegna di tutto nelle mani del Padre può quindi accelerare o rallentare l'avvento del Regno di Dio! Proclamare che Gesù Cristo è il nostro Re, chiedere di continuo che si completi la costruzione del suo Regno può essere vero solo se siamo disposti a "decentrarci", a compiere una rivoluzione copernicana nella nostra anima, nel nostro cuore. Rinunciare ad essere noi il centro di noi stessi e lasciare che il nostro perno sia Dio. Smetterla di vivere per noi stessi e cominciare a vivere per Dio. Poter dire davvero come l'apostolo Paolo: «Nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore» (Rm 14,7-8), e anche «non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20). Spostarci dal gruppo di coloro che, sotto la croce, mettono in dubbio la sua regalità, la sfidano, e chiedere invece con umiltà: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». donP, 11/11/2007 01:20 |
Dopo due settimane anche il rito romano celebra Cristo Re dell'Universo, con le stesse letture...MI ha molto colpito, nel brano del Vangelo (Gesù crocifiso che parla con i due ladroni) come diverse persone propongano a Gesù il loro modo di essere re: "se sei il re dei giudei, scendi dalla croce!"; " se sei il re dei giudei salva te stesso a anche noi". propongono una figura di re molto potente, capace di vincere i nemici un re al quale chiedere favori e "raccomandazioni". La figura di re che invece Gesù impersona è quella di un re debole, crocifisso, povero e sconfitto. può dare fastidio, credere ad un Singore così... Ma se ci diciamo cristiani dobbiamo accettare che sia lui a darci le dimensioni e le proporzioni del nostro essere suoi discepoli. Mi piace pensare che nel giorno del battesimo, ogni cristiano è stato unto con il crisma (l'olio benedetto dal vescovo il giovedì santo) e la formula diceva che "Cristo stesso vi consacra con il crisma di salvezza, inserendovi in Cristo, sacerdote, re e profeta". anche noi siamo "re", a immagine di lui, perché siamo sue membra all'interno della Chiesa. il nostro modo di essere "re" deve però conformarsi al suo modo di esserlo, rifiutando le false immagini, che ci propongono di concepire l'autorità come uno spadroneggiare... buona domenica a tutti... ... e per gli ambrosiani anche buona continuazione dell'avvento! don Tommy ps: piccola osservazione a margine. Il contatore del Forum dice che il commento di DonP a queste letture è stato visualizzato 26 volte... direi che quindi c'è un certo interesse per questa cosa. perché non vinciamo la pigrizia e lasciamo un segno, anche piccolo del nostro passaggio? a volte anche osservazioni che paiono piccole o insignificanti, possono aiutare un altro che legge donTommy, 24/11/2007 10:33 |
Non ho molto da dire…non sono così “addetta ai lavori!”:).Ma posso portare una piccola testimonianza…Dal confronto con un’amica, proprio ieri, è emerso che nei momenti brutti della vita,quelli in cui non sai dove sbattere la testa, c’è un qualcosa che si chiama fede,che si chiama preghiera…Chiamamola vita,chiamiamola forza,chiamamola come vogliamo…. L’ essere umano che non capisce e si affida….Ma vedere “con occhi diversi” e affidasi, ti porta a trovare sul cammino cose che neanche avresti mai immaginato…..Quel Re incoronato solo da una corona di spine ha vinto su tutti…..E’ un Re umile,morto sulla croce per noi…ma sempre presente per noi….
Silvia, 25/11/2007 14:39 |






