Non sei loggato. Login Iscriviti Utenti connessi Cerca Informazioni Mappa del sito

5a Domenica dopo Pentecoste

Stampa Crea PDF E-mail  
bibbia Gen 18,1-2a.16-33; Sal 27; Rm 4,16-25; Lc 13,23-29

La matematica di Dio
E' davvero stupendo il racconto della prima lettura di oggi.
Abramo, il beduino del deserto, si mette a trattare con Dio quasi per concludere un buon affare. Quanta confidenza, quanta conoscenza profonda del cuore di Dio! Ecco perché possiamo chiamarlo "Padre nella Fede".
La prima cosa che salta all'occhio è la contrapposizione con l'atteggiamento di Caino ascoltato domenica scorsa: mentre quello non aveva voluto farsi custode del fratello Abele (anzi, l'aveva eliminato per invidia), qui Abramo si fa custode, attraverso la preghiera e l'intercessione, di tutti gli abitanti delle città di Sodoma e Gomorra. Già, non due città a caso. Di una di essere il giornalista Roberto Saviano si è servito per dare il titolo al suo libro più famoso, come per stigmatizzare uno dei tanti gangli dolorosi della nostra società.
A tal riguardo, scatta subito il confronto tra le nostre "preghiere" e quelle di Abramo.
Quando ci troviamo di fronte alle Sodoma e alle Gomorra di oggi noi "preghiamo" così: «Signore, perché non fai sparire tutti gli stupratori, i pedofili, gli assassini, i mafiosi, i camorristi, gli imbroglioni? Perché non dai una bella purificata a questa società schifosa?».
Abramo invece chiede misericordia e comprensione, come farà Gesù dall'alto della Sua croce.
I Padri della Chiesa, commentando il nostro brano, si chiedono come mai Abramo non si sia azzardato a spingersi ancora più in là... se l'avesse fatto, sicuramente avrebbe indotto Dio a perdonare a tutti quanti anche solo a motivo di un unico giusto.
Vengono però in mente le parole del Salmista:
«Dio dal cielo si china sui figli dell'uomo
per vedere se c'è un uomo saggio che cerca Dio.
Tutti hanno traviato,
tutti sono corrotti;
nessuno fa il bene;
neppure uno»
(Sal 52,3s).
La disperazione sembra prevalere. Questo salmo sembra ricalcare proprio il nostro pessimismo. Ci viene da pensare che se Dio si chinasse oggi dal davanzale della sua finestra non vedrebbe altro che male e orrori.
Eppure Dio ha trovato una scappatoia.
Non c'era davvero più nessun giusto, nemmeno un Noè, come ai tempi del diluvio, quando Dio si chinò a guardare il mondo duemila anni fa?
C'erano i giusti, i Poveri di Jahvè, come Maria e Giuseppe.
E ci sono anche oggi i giusti, anche nelle pieghe del nostro mondo malato. Sono i Santi, quelli che conosciamo e quelli che agiscono nel silenzio e nel nascondimento della fede.
Dio li vede, e anche noi siamo invitati ad avere uno sguardo più attento, simile al Suo, quando guardiamo al nostro mondo.
La buona notizia però è ancora più grande e sorprendente: nel momento in cui davvero, chinandosi, Dio non dovesse vedere più nessun giusto, ci ha già fatto vedere cosa sia disposto a fare. L'ultimo Giusto ce lo mette Lui, di tasca sua!
Dio ci ha mostrato come, anche se si spegnesse l'ultimo lumicino di fede e amore sulla terra, non rimarremo MAI senza un Giusto almeno, Gesù, Colui che ci ha salvato e sempre ci può salvare.
Di fronte al nostro modo sbrigativo di mettere sempre il segno "meno" di fronte al risultato finale dei nostri conti, sopra la sbarra orizzontale che tracciamo come per dire "non c'è più nulla da fare", Dio invece traccia una sbarra verticale, quella tra noi e Lui, quella del Salvatore sospeso tra cielo e terra... ci sarà pur un motivo se il segno "più", ha la forma della Croce, no?
Potenza della matematica... quella di Dio!
donP, 03/07/2010 19:45